giovedì 11 luglio 2019

Lenny


Conoscevo un sicario, una volta. Si chiamava Lenny, ma il suo... nome d'arte era Stripe. Non so perché, in realtà. Mai chiesto.
Beh, Lenny morì come un idiota. E' una vecchia storia che noi dell'ambiente citiamo spesso. A volte ne ridiamo, a volte ne parliamo con tristezza. Rimane il fatto che fu una morte veramente stupida.
Lenny stava seduto sulla sua poltrona, con una bottiglia di whisky in una mano e la pistola nell'altra.
Si stava grattando la tempia con la canna della pistola, quando gli partì un colpo.
Ed è morto così. Da scemo.
Lo sappiamo perché c'erano le telecamere nella stanza dell'albergo. E' sempre così, quando il gran Capo ci dà un incarico e ci fa stare nel suo hotel. Vuole tenerci d'occhio.
Se non ci fossero state le telecamere, avremmo tutti pensato che si era suicidato, per quanto triste fosse questa eventualità.
Anche la morte accidentale è triste, non fraintendetemi. Ma il suicidio era meno...inelegante. Meno stupido, insomma.
Quando la storia venne fuori, fu uno specie di scandalo. Lenny era una leggenda, prima della sua morte. Uno dei migliori.
Uno di quelli per cui tutti si toglievano il cappello e si pisciavano segretamente sotto. Uno della vecchia guardia.
Quindi, capite, questa morte fu uno smacco non da poco, per chi lo ammirava. Me compreso.
Ci penso spesso, a Lenny.
Aveva sempre avuto questa abitudine di bere e tenere la pistola in mano. Diventava malinconico e sentimentale, quanto beveva.
Parlava dei suoi contratti, di sangue e di lacrime e poi brindava e voleva un abbraccio e ci mandava affanculo e andava a dormire.
Stessa cosa, ogni volta. E il tutto impugnando la pistola.
Ci metteva un gran nervosismo, non ve lo nascondo.
Anche per questo fu più facile accettare la causa della sua morte. Lo avevamo visto fare cose stupide, in passato, quando beveva.
Da sobrio era una lama, un vero bastardo. Freddo e efficiente. Ma da ubriaco... era triste, riflessivo. Più umano, alla fine.
Per molto tempo, ho pensato a Lenny come un grande uomo che fece una sola cazzata in vita sua, quella finale.
Ma ora capisco. Capisco che, da ubriaco, veniva fuori il meglio di Lenny. Veniva fuori la parte di lui che odiava ciò che facciamo per vivere. La parte con una coscienza.
E Lenny tirava fuori la pistola perché, sotto sotto, sapeva di meritare la morte. E la desiderava.
Forse cercava il coraggio di farla finita in maniera classica, ma anche se è morto per un colpo accidentale rimane in realtà un suicidio.
Ogni volta che beveva, Lenny cercava di morire. E alla fine ci è riuscito. Il meglio di lui ha vinto.
Ora lo capisco, perché mi ritrovo nella stessa situazione.
Me ne sto qui, su questo cornicione, e vedo tutte le cose orrende che ho fatto. E loro vedono me.
Me ne sto qui e bevo, cercando il coraggio di saltare. O sperando che, una volta ubriaco, cadrò per sbaglio.
Scusa Lenny, avevo frainteso.
Alla salute.
E vaffanculo.

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