Sapete che la parola crisalide significa “oro”? Viene dal latino. Il nome deriva dall'aspetto lucido e splendente che prendono le crisalidi.
Mi hanno sempre affascinato le crisalidi. Così belle, così perfette.
Così' piene di potenziale.
Penserebbero che sono pazza, se gli dicessi cosa ho in mente. Quindi non gliel'ho detto.
Ho inventato una scusa, ho detto che sono malata. E' ironico, in effetti: in un certo senso io sono malata. Ma niente che saprei spiegare o che loro saprebbero capire.
Anche loro sono malati, solo che non lo sanno.
Questo corpo è una prigione, è una tortura. Sono prigioniera in un automa di carne, che è anch'esso prigioniero di un pianetucolo insignificante. Ma io intendo andare oltre, intendo evadere. E so come fare.
Mi sono chiusa da sola nel mio appartamento e ho preparato tutto. Il telo di plastica, il liquido descritto nel libro, le formule da recitare. Mentre mi avvolgo nel telo di plastica e inizio a versarci dentro la strana sostanza viola, mi chiedo che aspetto avrò, una volta che sarà tutto finito.
Che aspetto avrò, quando uscirò dal bozzolo?
Il libro mi è capitato tra le mani per caso. Lavorando in un negozio dell'usato si vedono tante cose. La maggior parte sono banali, scadenti, inutili. Ma ogni tanto compare qualcosa di interessante, di speciale. O, come in questo caso, qualcosa che ti cambia la vita.
Ho capito che non era un libro normale nel momento in cui l'ho preso in mano. Era caldo, quasi bollente. Sentivo la pelle che mi formicolava, mentre lo toccavo. E avrei potuto giurare che il libro respirasse. Sì, ne sono convinta, il libro è vivo. E grazie ad esso, presto anche io mi ci sentirò.
Per tutta la mia vita, mi sono sentita vuota, smarrita. A malapena esistente. Sapevo che c'era di più, che c'era qualcosa che andava ben oltre i patetici limiti di questo corpo puzzolente, di questa vita grigia, di questo mondo inutile.
Ora ho trovato quel qualcosa. Ora so esattamente cosa devo fare.
Ora sono pronta.
Il libro dice che qualsiasi materiale va bene per il bozzolo, quindi ho preso un banale telo di plastica. Il liquido, invece, è stato ben più difficile. Ci andava di tutto, dentro. Compresi il mio sangue e le mie lacrime. Ho mescolato per un'ora in senso orario e per un'ora in senso antiorario, come dicevano le istruzioni. E, proprio quando iniziavo a sentirmi stupida, il liquido è diventato viola e ha iniziato a brillare. Se era rimasto un briciolo di scetticismo, dentro di me, è morto nel momento in cui il liquido ha iniziato a splendere in quel modo.
Ora ho chiuso il bozzolo e galleggio nel viola, a occhi chiusi. E' piacevole, è caldo.
E' arrivato il momento di recitare la formula, l'ho imparata a memoria. Sono giorni che mi alleno.
Lentamente, con un sorriso rilassato sulle labbra, inizio a pronunciare le strane parole scritte nel libro.
Tutto cambierà, mi dico. Tutto cambierà.
Ho letto che prima di diventare farfalle, i bruchi si liquefanno. Se ne stanno dentro il bozzolo e si sciolgono, diventando una poltiglia informe piena di proteine. E' da questa poltiglia che nascono le farfalle. Come tutte le cose belle, hanno un prezzo. Mi chiedo se soffrano i bruchi, mentre si sciolgono. Mi chiedo se le farfalle abbiano memoria della loro vita da bruco.
Io soffrirò? E mi ricorderò di chi ero prima?
Mentre pronuncio le ultime parole della formula, sento il liquido viola che si coagula intorno a me, intrappolandomi, e mi rendo conto che non me ne frega niente.
Voglio essere qualcosa di più. Tutto il resto è un prezzo che sono disposta a pagare.
Il dolore è inimmaginabile. Sento le mie braccia che mutano, sento le mie vertebre che si spostano. Sento la mia testa che cambia forma e i miei denti che cadono. Sento che qualcosa inizia a crescermi sulla schiena... Ali! Ho le ali!
Sto cambiando! L'ora è quasi arrivata!
No, che fate? No, non aprite il bozzolo ora! Il processo non è ancora completato!
No! Fatemi finire!
La sostanza viola, ridiventata liquida a contatto con l'aria, si versa per terra. Ora non brilla più. Sento le urla della mia portinaia e degli altri inquilini che erano venuti a vedere cosa fosse “quel fetore nauseabondo”.
Maledetti idioti, avete rovinato tutto! Non sono nulla, adesso! Non sono più umana e non sono qualcosa di superiore! Mi avete incastrato nel mezzo! Non sono nulla!
Le mie nuove braccia affilate fendono l'aria, facendo schizzare sangue e brandelli di carne sulle pareti. Alcuni di loro fuggono dalla porta, ma li ritroverò. Li ritroverò tutti.
Striscio fuori dai resti del bozzolo. Le mie gambe non sorreggono più il mio peso e le mie ali non si sono ancora formate del tutto. Un'orribile ibrido, un'orribile aborto vivente. Incompleto, fragile, deforme.
Urlo, urlo e poi urlo ancora.
Non so se le farfalle si ricordino di come fosse la vita da bruco, o se si ricordino il dolore della metamorfosi. Ma io ora non potrò mai dimenticarlo. Non potrò pensare ad altro.
Cerco disperatamente il libro, sperando che contenga una soluzione, ma non è più sul tavolo. Non è in terra. E sono sicura che non lo ha preso uno di quegli idioti.
Il libro è sparito. Ha ottenuto ciò che voleva da me, e mi ha lasciato sola.
Urlo, urlo e poi urlo ancora.
Sapete che la parola crisalide significa “oro”? Viene dal latino. Il nome viene dall'aspetto che prendono le crisalidi delle farfalle.
Mi hanno sempre affascinato le crisalidi. Così belle, così perfette.
Così' piene di potenziale.